Formule di desolazione

Questa è la prima di 4 puntate con esempi pratici di formule matematiche insensate e ingannatrici a cui le convenzioni attribuiscono un ruolo di regolazione su aspetti cruciali della nostra vita.

Sapevate che il criterio con cui scegliete come spendere i vostri soldi nel tempo è rappresentato da questa formula?

Diciamola meglio: questo è ciò che pensano molti economisti. La formula rappresenta il modello della Discounted Utility inaugurato da Paul Samuelson nel 1937, poi ritoccato più volte e ancora in voga. 

Perché serve saperlo? Perché come ci amministra la politica dipende molto da come ci vedono gli economisti, quindi formule come questa hanno parecchie conseguenze sulla nostra vita. 

Nella formula β e δ rappresentano i fattori correttivi di “sconto” di una utilità futura dovuti alle emozioni: impazienza, attese, il peso di un’astinenza, il timore di un rimpianto, l’euforia o l’apatia del momento, eccetera. Ovvio che nessuno sa come tradurre precisamente queste emozioni – decisive nelle nostre scelte, come tutti sappiamo – in valori numerici. Sono quelli che io chiamo “termini zerbino”, codicilli e simboli sotto i quali viene spazzata via tutta l’ignoranza.

È un metodo standard di conoscenza, ormai da secoli: ciò che non è riducibile alla matematica viene chiuso in un β così resta solo una bella formula polita e apparentemente scientifica. E l’ignoranza diventa indifferenza alla realtà. Un disturbo con conseguenze serie.

Nonostante queste falle ciclopiche, formule del genere continuano ad essere trattate nel mondo accademico come se fossero cose scientificamente valide, e prese sul serio, e applicate a forza sulla società. E così la società diventa sempre meno ospitale per gli umani, e il mondo per la vita in genere, senza che riusciamo a capire cosa diavolo stia succedendo alla nostra civiltà così avanzata e razionale.

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